| Berlusconi manda via Fini, replica: nuovo gruppo Futuro Libertà. No dimissioni |
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| Scritto da Laprimapagina |
| Venerdì 30 Luglio 2010 18:49 |
ROMA - Alle 15:00 in punto Gianfranco Fini si è presentato all'hotel Minerva: "Ieri sera in due ore, e senza neanche potermi difendere, sono stato di fatto espulso dal partito che ho contribuito a fondare perché ritenuto colpevole di stillicidio di distinguo o contrarietà, critica demolitoria, attacco sistematico al premier. Inoltre avrei fatto proposte di legge contro il programma elettorale. Berlusconi non ha una concezione propriamente liberale della democrazia". Non ha mezzi termini l'ex leader di An e cofondatore di quel Pdl dal quale di fatto è stato espulso ed ha anche le idee chiare: "non darò le dimissioni perché a tutti è noto che il presidente deve garantire il rispetto del regolamento e la imparziale conduzione dell'attività della Camera, non deve certo garantire la sola maggioranza che lo ha eletto. Sostenerlo dimostra una logica aziendale - prosegue Fini - modello amministratore delegato e consiglio d'amministrazione, che di certo non ha nulla a che vedere con le nostre istituzioni". Per il momento i finiani daranno un appoggio esterno al governo. "Il gruppo che nascerà dai deputati e senatori che hanno lasciato il Pdl è formato di uomini e donne liberi che sosterranno lealmente il governo ogni qual volta saranno prese scelte nel solco del programma elettorale e lo contrasteranno se le scelte saranno ingiustamente lesive dell'interesse generale". La nuova formazione si chiama "Futuro di Libertà. Per l'Italia" e "continuerà nella difesa di valori irrinunciabili quale l'amor di patria, la coesione nazionale, la giustizia sociale, la legalità. Legalità - insiste - intesa nel senso più pieno del termine, cioè lotta al crimine come meritoriamente sta facendo il governo, ma anche legalità intesa come etica pubblica, senso dello Stato, rispetto delle regole. È un impegno che avverto come preciso dovere anche per onorare il patto con quei milioni di elettori del Pdl onesti, grati alla magistratura e alle forze dell'ordine, e non capiscono perché nel nostro partito il garantismo, principio sacrosanto, significhi troppo spesso pretesa di impunità". Il gruppo è già stato iscritto alla Camera dove conta 34 parlamentari. Al Senato verrà presentato la prossima settimana e dovrebbe essere composto da 10 senatori almeno in fase di costituzione. |
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ROMA - Alle 15:00 in punto Gianfranco Fini si è presentato all'hotel Minerva: "Ieri sera in due ore, e senza neanche potermi difendere, sono stato di fatto espulso dal partito che ho contribuito a fondare perché ritenuto colpevole di stillicidio di distinguo o contrarietà, critica demolitoria, attacco sistematico al premier. Inoltre avrei fatto proposte di legge contro il programma elettorale. Berlusconi non ha una concezione propriamente liberale della democrazia". Non ha mezzi termini l'ex leader di An e cofondatore di quel Pdl dal quale di fatto è stato espulso ed ha anche le idee chiare: "non darò le dimissioni perché a tutti è noto che il presidente deve garantire il rispetto del regolamento e la imparziale conduzione dell'attività della Camera, non deve certo garantire la sola maggioranza che lo ha eletto. Sostenerlo dimostra una logica aziendale - prosegue Fini - modello amministratore delegato e consiglio d'amministrazione, che di certo non ha nulla a che vedere con le nostre istituzioni". Per il momento i finiani daranno un appoggio esterno al governo. "Il gruppo che nascerà dai deputati e senatori che hanno lasciato il Pdl è formato di uomini e donne liberi che sosterranno lealmente il governo ogni qual volta saranno prese scelte nel solco del programma elettorale e lo contrasteranno se le scelte saranno ingiustamente lesive dell'interesse generale". La nuova formazione si chiama "Futuro di Libertà. Per l'Italia" e "continuerà nella difesa di valori irrinunciabili quale l'amor di patria, la coesione nazionale, la giustizia sociale, la legalità. Legalità - insiste - intesa nel senso più pieno del termine, cioè lotta al crimine come meritoriamente sta facendo il governo, ma anche legalità intesa come etica pubblica, senso dello Stato, rispetto delle regole. È un impegno che avverto come preciso dovere anche per onorare il patto con quei milioni di elettori del Pdl onesti, grati alla magistratura e alle forze dell'ordine, e non capiscono perché nel nostro partito il garantismo, principio sacrosanto, significhi troppo spesso pretesa di impunità". Il gruppo è già stato iscritto alla Camera dove conta 34 parlamentari. Al Senato verrà presentato la prossima settimana e dovrebbe essere composto da 10 senatori almeno in fase di costituzione.





















